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Con i “Quartetti per Laura” viene avviata la seconda iniziativa che vede, a dieci anni dalla sua scomparsa, il Comitato Laura Dubini e la Fondazione Corriere della Sera impegnati a ricordare Laura attraverso una serie di concerti eseguiti da giovani Quartetti d’archi in luoghi significativi della città di Milano.

L’obiettivo è quello di promuovere giovani formazioni di qualità e un genere musicale che offre spunti di riflessione in una formula più fruibile anche dal grande pubblico oltre che dagli specialisti.

Il progetto intende valorizzare la musica e il patrimonio artistico italiano, creando nuove occasioni d’incontro in luoghi anche simbolo di Milano, che saranno una cornice inconsueta e affascinante per le nuove formazioni musicali, avvicinando il grande pubblico ad un genere musicale definito “colto” e rendendolo comprensibile a tutti.

Dettagli di progetto

I promotori si impegnano a destinare la raccolta derivante dalla campagna di crowdfunding equamente distribuita tra AIRC e VIDAS al fine di sostenere una borsa di studio per la ricerca scientifica promossa da AIRC e il sostentamento di cure pediatriche palliative sostenute da VIDAS.

VIDAS

Dal 1982 Vidas ha assistito gratuitamente oltre 32mila pazienti malati terminali, 180 ogni giorno a domicilio e nell’hospice Casa Vidas, con équipe sociosanitarie (70 figure professionali  e volontari appositamente formati) attive 24 ore su 24. L’assistenza Vidas copre i territori di Milano, Monza e 112 Comuni dell’hinterland. Dal 2015 l'associazione ha deciso di ampliare il servizio con un’équipe pediatrica domiciliare per assistere bambini e adolescenti malati inguaribili e con la realizzazione di Casa Sollievo Bimbi, dove i pazienti potranno essere seguiti sia in degenza con mini appartamenti per ospitare anche le famiglie sia in day hospice con ambulatori, palestra e spazi per attività di svago.

Il progetto VIDAS

I bambini e i ragazzi bisognosi di cure palliative pediatriche sono affetti da malattie inguaribili che hanno genesi diverse: neurologiche, muscolari, oncologiche, respiratorie, cardiologiche, genetiche e altro e necessitano di percorsi di cura personalizzati. Si calcola che la malattia grave di un bambino provochi un impatto sociale su una cerchia di 200 persone tra familiari, amici, conoscenti e curanti, a vari livelli coinvolti nell’assistenza o nella vicinanza al più ristretto nucleo familiare.
L’esperienza di Vidas ha evidenziato la quasi totale assenza di servizi specifici nel nostro Paese, che spesso determina il protrarsi improprio del ricovero ospedaliero dei minori oppure la loro dimissione senza la possibilità di ricevere adeguate cure. Molti dei minori malati hanno fratelli o sorelle, che a loro volta necessitano di essere tutelati dal forte stress emotivo che questa carenza di servizi causa al loro nucleo familiare.
Da qui l’idea dell’Associazione di realizzare un progetto rivolto ai bambini inguaribili e alle loro famiglie che colmasse, sul territorio già coperto dall’assistenza ai malati adulti, questo drammatico bisogno e servisse da modello per una maggiore estensione delle cure a livello regionale e nazionale.
Il progetto Vidas di assistenza palliativa pediatrica domiciliare nasce dalla consapevolezza che, pur essendo necessaria la presenza di spazi di ricovero specifici per i piccoli malati inguaribili, la casa rimanga il luogo migliore in cui assisterli, nel rispetto della cultura e delle abitudini proprie di ogni famiglia.
Un altro aspetto da tener presente è la necessità di costruire una forte integrazione tra le strutture invianti (ospedali e reparti pediatrici, reparti neonatologia e rianimazione) e le équipe domiciliari Vidas attraverso la costruzione di percorsi condivisi e temporalmente sovrapposti, affinché pazienti e famiglie non si sentano abbandonati dal centro di riferimento da cui sono stati seguiti prima di iniziare un percorso di cure palliative. I membri delle équipe Vidas si affiancano perciò ai curanti dei centri di riferimento e al pediatra di famiglia in visite a domicilio e colloqui condivisi, impostando un comune piano assistenziale e mantenendo uno stretto contatto per modulare gli interventi in funzione dell’evoluzione della malattia.
Le équipe di cure palliative pediatriche domiciliari Vidas sono composte da medici esperti in cure palliative, infermieri palliativisti, assistente sociale e, secondo necessità, psicologo, fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale e volontari. Medici e infermieri dell’équipe pediatrica garantiscono per i propri pazienti la pronta disponibilità 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno.

AIRC: Dal 1965 con coraggio, contro il cancro

Da oltre cinquant’anni l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole. Oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5.000 ricercatori - 63% donne e 52% con meno di quaranta anni - le risorse necessarie per portare nel più breve tempo possibile i risultati dal laboratorio al paziente. Nel 2017, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e la sua Fondazione, hanno investito complessivamente 102 milioni di euro per ilfinanziamento di 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio per la formazione dei giovani talenti.

Il progetto AIRC

Una donna su otto nell’arco della vita è colpita da un tumore al seno, solo in Italia nel 2016 ci sono state circa 50.000 nuove diagnosi, si tratta della la patologia più frequente nel sesso femminile che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita dell’incidenza nella fascia 30-40 anni. La notizia positiva è che sempre negli ultimi due decenni i costanti progressi della ricerca oncologica nell’ambito della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura, hanno aumentato la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi dal 78 all’85,5 per cento (Dati AIOM e AIRTUM, I numeri del cancro in Italia 2016).

I traguardi raggiunti sono importantissimi, ma manca ancora un elemento decisivo per arrivare al 100% della curabilità: è fondamentale che le donne si sottopongano agli esami di screening raccomandati e inoltre adottino stili di vita corretti, ad esempio evitando il fumo e la sedentarietà e seguendo un’alimentazione sana. Solo questi comportamenti, nell’insieme, possono ridurre fino al 70% l’insorgenza dei tumori.

Per aumentare sempre più le percentuali di curabilità del tumore al seno, da sempre una priorità per AIRC, la ricerca è oggi impegnata su tre diversi fronti: sviluppo della conoscenza dei meccanismi molecolari alla base della trasformazione cellulare, messa a punto di farmaci sempre più mirati e identificazione di nuovi strumenti di screening per la diagnosi precoce. Uno degli obiettivi di AIRC è quello di portare costante linfa a questi filoni grazie alla formazione e alla crescita di una nuova generazione di scienziati che si dedichino alla ricerca oncologica nel nostro Paese, finanziando loro un percorso che prevede esperienze formative presso grandi istituti di ricerca, prima in Italia e poi all'estero, per confrontarsi con la migliore ricerca sul cancro nel mondo.



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