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All’ Acropol Hotel Atene incontra Fukushima mettendo in dialogo due diversi scenari : da un lato la crisi economica che ha colpito la Grecia e dall’ altro il disastro ambientale giapponese.

Gli interventi site-specific degli artisti incontrano gli oggetti lasciati dal personale e dai visitatori dell’hotel in quella mattina del 2002 e li animano con le testimonianze di chi, altrettanto inaspettatamente, è stato forzato ad abbandonare la propria casa e comunità a Fukushima nel 2011.

L’atmosfera spettrale fa spazio a un’aura di spiritualità, facilita la riflessione e incalza il visitatore nei suoi interventi più riusciti tra cui l’evocativo messaggio lasciato ai - forse - futuri ospiti sui tavoli impolverati della sala colazioni al primo piano : “ I will live as I want, I will do what I want, nobody will control my life”. Risultato, questo, della performance Forcibly Displaced Forum tenuta dai curatori stessi.


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