Event: Kishio Suga

leggero e pesante

L'ingresso dell'esposizione passa attraverso il caos allegro e rumoroso della mostra di Laure Prouvost, ed è già un'esperienza in sé l'improvviso silenzio dello spazio successivo, tra le impressionanti navate dell'Hangar, dove si susseguono, immobili, le enigmatiche installazioni di Suga.

In apparenza ti trovi in uno spazio calmo, in mezzo a opere mute che ti concedono il lusso della contemplazione. Siamo nell'ambito della ricerca formale, pensi. Pura poesia, in fondo è arte giapponese. Basta un attimo però per renderti conto che non vi è niente di quieto nell'equilibrio dei paesaggi allestiti con materiali essenziali, legno, corda, sassi, teli di plastica e poco metallo. Scenari impossibili e astratti, nei quali non si può camminare nemmeno con l'immaginazione, che rovesciano ciò che sta sotto con ciò che sta sopra, ciò che è stabile con ciò che è precario, ciò che è chiuso con ciò che non ha confini.

Esiste l'equilibrio delle pietre, quel principio secondo cui puoi sovrapporre un sasso sopra l'altro bilanciandolo su un'improbabile piccola superficie laterale del sasso sottostante.

Suga sembra lavorare sull'opposto, sullo spiazzante disequilibrio delle cose e dello spazio, sull'instabilità celata all'interno di un linguaggio rassicurante.

grazie
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