Event: FFF 4 | Don't Follow the Wind

Texture asettiche

Negli spazi dell'Acropolis Hotel di Omonia Square di Atene, Eva & Franco Mattes occupano le stanze 307,308 e 317,318 sovvertendo il normale mobilio decorativo a favore di una installazione delicata ma perturbante.

In fatto di perturbante già l'Hotel, che fa da cornice all'opera, lo è fortemente  in quanto è stato abbandonato da un giorno all'altro a seguito della forte crisi economica che ha colpito la Grecia, lasciando tutto congelato come se pochi secondi prima del mio arrivo la struttura pullulasse ancora di clienti e lavoratori.

Tornando alle stanze e agli interventi di 0100101110101101.org ci si trova davanti le stanze semi-vuote dell'hotel, rimaste intatte se non per un piccolo particolare.  I letti vengono posti in posizione verticale anziché orizzontale, coperti da un tessuto raffigurante texture di asfalto, mattoni a vista, plexiglas e altri vari materiali edilizi che snaturano la loro familiarità e morbidezza.

Una metodologia insolita che fa apparire i letti come qualcosa di completamente diverso da quello che sono, portandoli così ad assomigliare più al celebre monolite nero del film «2001 Odissea nello spazio» che a qualsiasi altra cosa.


grazie
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Event: FFF4 | Invisible City

Artista poliedrico ma non pensavo fino a questo punto...

Qualche giorno fa sono arrivato nella capitale greca, per vedere cosa era stato allestito ad Atene vista l'occasione di documenta. Alloggiavo in un Airbnb vicinissimo alla piazza principale della parte underground, Omonia Square.

Mi era stato detto: "prendi casa lì vicino, è comodissima come zona, ti troverai molto bene visto che tutti i mezzi sia di superficie che la metro passano di lì ed è pieno di negozi tipici." 

Tutta questa importanza a una piazza che esteticamente non mi era sembrata altro che una rotatoria coperta da un telone verde, di quelli che si utilizzano per coprire le barche al mare durante l'inverno, non la vedevo proprio. 

Perlopiù l'avevo trovata, oltre che esteticamente insignificante, anche piuttosto inutile in quanto al secondo giorno di soggiorno mi sono accorto che i mezzi di superficie non fermavano nell'agorà moderna di quella zona.

Nessun autobus né tram accostava nella giusta fermata della piazza e gli operai lavoravano giorno e notte alla copertura che sovrastava la zona attorno alla quale "tutto girava". Era un fluire ininterrotto di color giallo (dei taxi) che si susseguivano e sostavano rendendo ancor più caotica e rumorosa la situazione.

È stato pressoché questa la durata della mia permanenza in territorio ellenico.

Un senso di spaesamento e insicurezza mi pervadeva ogni volta che uscivo di casa e decidevo di spostarmi dalla mia temporanea sistemazione.

Sembrava di vivere un incubo per la disorganizzazione e il caos che regnavano incontrastati, poi finalmente ho realizzato.

Era quella l'opera dell'artista tedesco Gregor Schneider che ho scoperto per caso grazie a una targa divulgativa posta in un angolo della piazza.

Aveva deciso di rivestire Omonia Square rendendola impraticabile e annullandone completamente le sue funzionalità.

Magnifico e suggestivo forse è dire poco.


grazie
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Event: Ugo Rondinone

Un ponte tra due circuiti chiusi


Due sedi distanti e diverse così come i due progetti formanti la mostra.


Giorni d'oro al Macro Testaccio è un tripudio di sfavillanti cromie e tristi soggetti clowneschi in differenti pose.

Notti d'argento è invece un innesto artificiale tra ulivi del sud-Italia in alluminio e la struttura antica dei Mercati di Traiano.


L'artista svizzero pone così in contrapposizione ma in dialogo diversi aspetti, spazi ed elementi in un percorso simbolico sospeso tra sogno e realtà. 

grazie
4

Event: Par tibi, Roma, nihil

Non c’è nulla di comparabile a te, o Roma


L'opinione su questa esposizione è riassumibile con il suo titolo "Par Tibi, Roma, Nihil" ovvero l'espressione del vescovo di Tours Hildebert de Lavardin, dinanzi alla vista delle rovine nel suo viaggio del 1100 circa, a Roma.


Palcoscenico d'onore riaperto per l'occasione e presenze contemporanee di spessore si sono intervallate e incastrate come i pezzi di un mosaico bizantino.

Memoria, storia e spazio sono le linee guida dell'esposizione composta da molteplici media che non contrastano con le rovine imperiali del Colle Palatino.


Nonostante la lieve pecca della mancanza di opuscoli, di segnaletica direzionale e di mediatori che potessero fornire utili informazioni sulle opere, la mostra ha valso pienamente, da sola, il viaggio nella capitale.

grazie
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Event: Expositio

La contemporaneità invisibile al Poldi Pezzoli


Calchi della Venere di Fidia; foto-collages di tributi tra opere della collezione del Poldi Pizzoli e ragazzi di gesso che ricordano più che vagamente l’opera del 1967 Giovane che guarda Lorenzo Lotto.


Questa è Expositio che si snoda tra il piano terra e il primo piano della dimora e tratta le tematiche abitudinarie di Giulio Paolini: la riflessione sul significato dell’arte, il labile confine tra il vero e la copia, il frammento, l’antico (inteso come classico) onnipresente, l’ambiguità della visione e l’inganno del linguaggio.


Il tutto si inserisce perfettamente nella ricca, seppur ricostruita dopo i bombardamenti del 1943, cornice di opere (Botticelli, Mantegna, Bellini, Piero della Francesca, Cosmè Tura...) adornanti la casa-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

grazie
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Event: Jannis Kounellis

Tragedia greca nella ex-Chiesa pesarese


Clima rituale e funerario quello percepibile all'interno del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro dove tra sudari e un corteo funebre prende vita l'esposizione di Jannis Kounellis curata da Ludovico Pratesi.


Il cavallo, il carbone, i sacchi di juta, gli oggetti industriali e i cappotti si susseguono l'un l'altro in un eterno ritorno ciclico sul palcoscenico teatrale dove l'uomo non è protagonista diretto ma spettatore in prima fila.

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3

Event: Felix Gonzalez-Torres

Altrochè spazio vuoto

L'esposizione milanese dei lavori di Gonzalez-Torres presso la galleria Massimo De Carlo si articola nei due piani dello stabile di Via Ventura, proponendo diverse opere dal 1991 al 1995.

All'inizio sembra essere un intervento poco consistente (come affermato da numerosi visitatori) quello ideato dalle due curatrici, Julie Ault e Roni Horn, vista la quantità di spazio utilizzabile e la delicatezza dei quattro lavori proposti; successivamente, con uno sguardo più approfondito, ci si rende conto che lo spazio che circonda le opere viene riempito dalla figura del visitatore che si sofferma a riflettere davanti ad ognuna, prima di procedere con la fruizione.

grazie
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Event: Christo e Jeanne-Claude

Christo: camminare sull'acqua per scoprire il lago d'Iseo


Prima installazione dell'artista bulgaro Christo, effettuata dopo la scomparsa della coniuge Jeanne-Claude nel 2009, sul Lago d'Iseo.
Land Art partecipata che coinvolge un pubblico così eterogeneo tanto da richiamare più di un milione e duecentomila di visitatori nei soli 16 giorni di apertura sul pontile che collega la terra ferma a due isole: quella di Mont'Isola (la più grande isola palustre europea abitata) e quella di San Paolo.
L'accesso ai 16 metri di larghezza della passerella, di giorno in giorno, rimane difficoltoso tanto da avere code quotidiane superiori a 3 ore ma la particolare esperienza vale la prolungata attesa.

L'opera è diventata un fenomeno mediatico tanto da far parlare di sé un po' ovunque in Italia e nel mondo per il cambiamento paesaggistico ma anche per il suo valore estetico.

Amareggiati dal lato effimero di The Floating Piers si è in trepida attesa per la prossima opera, Matsaba, in cantiere ad Abu-Dhabi dal lontano 1979.

grazie
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