dal 30/12/2017 al 15/03/2018

infoda martedì a sabato 10-13 e 16-19

Durante il live tour di You Don’t Love Me Yet (2002—2017) musicisti locali, in 26 diverse città sono stati invitati a realizzare la cover dell’omonima canzone d’amore del 1984 scritta dal canta-autore texano Roky Erickson. Attraverso diversi tipi d’interpretazione, ogni versione rifletteva lo stile personale dei partecipanti. Presso il Teatro Garibaldi di Modica nel pomeriggio del 30 Dicembre, Johanna Billing con la galleria Laveronica organizzerà un concerto che celebrerà i quindici anni del progetto con quindici nuove cover messe a punto da musicisti e cantanti locali che si avvicenderanno senza interruzione sul palco. La performance sarà accompagnata da una documentazione d’archivio dei precedenti eventi, ciò includerà circa 300 diverse cover che saranno in mostra presso la galleria Laveronica.

Laveronica Arte Contemporanea è lieta di presentare la mostra di Johanna Billing 15 Years of You Don’t Love Me Yet, 2002-2017. La mostra ripensa al progetto nel quale le cover sono state utilizzate come stimolo per esplorare modi in cui l’originalità e l’integrità artistica sono rispettate sia ad un livello collettivo che individuale. L’ambivalenza della canzone d’amore è stata utilizzata simultaneamente per analizzare l’incerta relazione tra musica e arte. La prima versione di You Don’t Love me Yet ha avuto luogo a Stoccolma nel 2002 presso Index– The Swedish Contemporary Art Foundation durante la quale sono state eseguite 21 diverse versioni, ciò si è trasformato in un micro-momento che si ripeteva e in un ritratto di tempo e spazio. Ciò che era iniziato come singolo evento locale è presto diventato un fenomeno internazionale che altre comunità musicali hanno voluto condividere.

L’evento della performance iniziale nasceva dal tentativo di articolare delle osservazioni che Johanna Billing aveva sulla società Svedese a quel tempo [laureandosi alla scuola d’arte alla fine degli anni novanta]. Uno stimolo verso l’individualismo e l’indipendenza avevano forgiato le norme sociali, le convenzioni e i desideri. L’ambivalenza dei temi che è fondata sulle relazioni, o sulla collaborazione è stata forse anche un rifiuto del collettivismo che ha caratterizzato probabilmente il recente passato sociale svedese. La stessa Billing proviene da una pratica artistica ibrida, fortemente coinvolta nella scena musicale indipendente come scrittrice, arrangiatrice, DJ avendo gestito nello stesso tempo la sua casa discografica make it happen (1998–2010). L’aspetto organizzativo del progetto, lavorare con i musicisti sulle parole della loro musica, è servito come chiave del lavoro ed ha innescato una risposta che riflette sul crescente interesse nel mondo dell’arte per le performance musicali alle inaugurazioni nelle gallerie e per movimentare il contesto istituzionale.

L’aspetto pratico del tour ha creato una collaborazione tra promotori di musica locale e istituzioni artistiche in maniera da investigare e mettere in questione le gerarchie dei diversi ambienti così come i loro rispettivi sistemi di produzione, valutazione e attese del “contenuto artistico”. Gli oltre quindici anni, la costante ripetizione e produzione, da Stoccolma a Toronto passando per Madrid, ha dimostrato un insaziabile appetito per la collettività, per le discussioni pubbliche che hanno incluso sia amatori che musicisti professionisti di tutte le età, mettendo in pratica il format della band in tour dove performance senza limiti sono le benvenute in disaccordo invece con il prestigio e la rarefazione spesso offerta dal contesto delle arte visive.

Per celebrare le molteplici vite del progetto, sarà lanciato, durante la mostra a Modica, un archivio online che renderà accessibile a tutti i video delle performance e sarà così un punto di riferimento.

Johanna Billing, è nata nel 1973 a Jönkoping, Svezia. Ha frequentato la Konstfack, International College of Arts, Crafts and Design, a Stoccolma dove ha vissuto e lavorato con video, film e performance dalla sua laurea nel 1999. Recenti mostre personali: Keeping Time, Villa Croce (2016), Pulheim Jam Session, Glasmoog, Cologne (2015), I’m Gonna Live Anyhow until I Die, The Mac, Belfast (2012). Billing ha partecipato a mostre di ricerca come The Off Biennale Budapest, (2017), 4th Auckland Triennial, Auckland (2010), Documenta 12, Kassel (2007); Singapore Biennale (2006), 9th Istanbul Biennial; 1st Moscow Biennale (2005) e la 50th Venice Biennale (2003).

Immagine: You Don’t Love Me Yet, 15 years, 2002-2017. Åbäke, 2017. Courtesy the artist and Laveronica arte contemporanea.

Inaugurazione sabato 30 dicembre ore 19.00