dal 02/12/2017 al 02/02/2018

infolunedì - venerdì 15.30-19.00. Sabato su appuntamento

Nell'ambito delle iniziative promosse in occasione del decennale della scomparsa di Giuseppe Chiari, sabato 2 dicembre 2017, dalle ore 11 alle 20 (con concerto conclusivo dalle h 21 presso Frittelli Arte contemporanea), a Firenze e Prato, avrà luogo la mostra “PentaChiari - cinque gallerie d'arte celebrano simultaneamente l'opera di Giuseppe Chiari -”, a cura di Bruno Corà. Le Galleria promotrici dell'evento sono: Galleria Santo Ficara, Firenze; Frittelli Arte contemporanea, Firenze; Galleria Armanda Gori Arte, Prato; Galleria Il Ponte, Firenze; Galleria Tornabuoni Arte, Firenze.

Un'assidua e condivisa esperienza espositiva di queste gallerie d'arte con Chiari e la sua opera ha suscitato in loro la volontà di ricordare l'artista e l'amico con una serie di opere – oltre cento! – che, per diversità cronologica, poetica e morfologica, danno conto dell'azione proteiforme di un artista come Chiari, tra i maggiori in Europa, attivo sui fronti della musica, della performance, della pittura e della scultura, nonché della teoria artistica ed estetica, pressoché unico esponente italiano dello storico movimento Fluxus. Ogni galleria metterà in mostra un nucleo particolare di opere diverse di Chiari, che consentiranno di giungere a conoscere un repertorio considerevole del suo lavoro.

Com'è noto, Chiari, dopo aver fatto studi di ingegneria interessandosi alla matematica, dirige ogni suo interesse verso l'arte, l'architettura, la letteratura, lo spettacolo e soprattutto la musica. Dopo gli studi di pianoforte, nel 1947 crea con Giampiero Taverna il gruppo degli Amici del Jazz. Successivamente, a partire dal 1961, con il compositore Pietro Grossi istituisce a Firenze l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Nel 1962 idea con Sylvano Bussotti la manifestazione Musica e Segno, presentata a Roma presso la Galleria Numero e a Buffalo negli USA presso il Creative and Performing Art Center, in cui Chiari inizia le composizioni musicali basate su segni e parole scritte. Dal 1962, dopo che il musicista Metzger lo introduce nel gruppo internazionale Fluxus, Chiari partecipa ai Fluxus Festival europei tenutisi a Wiesbaden. Nello stesso anno concepisce e realizza l'opera Gesti sul piano, performance in divenire inclusiva di immagini. Insieme con Frederic Rzewski, pianista ed esecutore di sue musiche, e aderisce e partecipa alle improvvisazioni di MEV, Musica Elettronica Viva. Nella seconda metà di questo decennio lavora sulle partiture, realizza libri, manoscritti, grandi fotografie, film, video, oggetti che usa appunto nelle sue “azioni-concerto”. L'artista inizia a elaborare diversi “metodi per suonare” il pianoforte, che diventa un oggetto-strumento che interagisce con il corpo dell'autore. Pubblica articoli e partiture musicali, talvolta raccolte in libri da lui stesso scritti a cominciare dal '69 (Musica senza contrappunto, 1969; Senza titolo, 1972; Teatrino, 1973; Musica Madre, 1974). Dal 1970 sperimenta nuovi mezzi espressivi su supporti di diversa natura, con la successiva aggiunta di forti interventi di colore.

Negli anni successivi l'artista lavora all'esecuzione di composizioni (Gesti sul piano, Galleria Toselli, Milano, 1972; Suonare la stanza, Galleria Schema, Firenze, 1972; Suonare la città, Università di Architettura, Firenze,1973; Gesti sul piano. Performance, Kunstler Haus, Berlino, 1982; Concerto per la luce, Modern Art Galerie, Vienna, 1983) e alla realizzazione di statements e scritte con nitidi caratteri, usando pennarelli o chine su carta o tela. Dagli anni Settanta fino al 2007 Chiari è protagonista di un intenso programma espositivo in gallerie private e pubbliche, con mostre personali e collettive, e partecipa a manifestazioni nazionali internazionali.

Saranno esposte fotografie dagli anni'60 al 2000.

Giuseppe Chiari, come tutti gli artisti che hanno seguito le esperienze Fluxus, ha spesso utilizzato la fotografia per fissare e testimoniare le sue performances. Fotografie che a partire dagli ormai famosi Gesti sul piano dei primi anni ’70 compongono una sezione della mostra, assieme ad alcune immagini veramente rare come quelle de L’acqua con tre specchi (1979) e le gigantografie scattate al video televisivo dei movimenti sul piano, poi virate in più colori del 1979.

Da questi due nuclei emerge con evidenza come l’uso della fotografia, che in un primo momento rappresenta il mezzo per fermare un avvenimento una sua performance, si trasforma, attraverso l’estrema libertà espressiva di Chiari, in linguaggio di cui l’artista si appropria, sviluppandolo all’interno di un proprio e personale percorso.

Giuseppe Chiari nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno. Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi. Nel '63 viene eseguito a New York il suo lavoro "Teatrino" all'interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70 per la parte musicale. Pubblica il libro "Musica senza contrappunto" nel '69 e "Senza Titolo" nel '71. Nel 1970 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti, performances, conferenze che lo portano, fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York. La sua attività come artista visivo lo porta ad essere considerato oggi l'artista Fluxus italiano più importante in campo internazionale. Muore a Firenze nel maggio del 2007. Nel 2010 la galleria, in collaborazione con l'Archivio Giuseppe Chiari, dedica all'artista "I sei scalini sono la musica. Giuseppe Chiari e la fotografia".

Immagine: Gesti sul piano, 1979, fotografia su carta virata in magenta, cm 103,75x73,5

Opening: sabato 2 dicembre h 11.00-20.00

con concerto conclusivo dalle h 21 presso Frittelli Arte contemporanea via Val di Marina, 15 Firenze