dal 30/11/2017 al 13/01/2018

infovisitabile da venerdì 1 a giovedì 7 dicembre, tutti i giorni 9-13, 14-19. Dal 7 dicembre al 13 gennaio per appuntamento scrivendo una mail a info@davidegallo.net. Vacanze di Natale: 20 dicembre/7 gennaio

Giovedì 30 novembre, dalle 18 alle 20,30 la galleria Davide Gallo ha il piacere di annunciare la personale di Rebecca Agnes, dal titolo “Ogni punto della Terra è est e ovest nello stesso tempo”

Dopo la mostra “From Ruins to Rust” di Adeela Suleman, con questa seconda mostra della stagione 2017/18, la galleria desidera approfondire l’analisi dell’arte al femminile rispetto alle condizioni sociali e politiche che su scala globale investono il nostro tempo.

Il titolo cita un brano del quaderno VII di Gramsci, che ci introduce immediatamente nel complesso mondo ideologico a cui fa riferimento l’artista per questo nuovo corpo di lavori, e cioè l’arbitrarietà della geografia e l’assurdità dei conflitti relativi a tale arbitrarietà. Rispetto a cosa esiste l’Est e l’Ovest? “È evidente che Est e Ovest sono costruzioni arbitrarie, convenzionali … ogni punto della terra è Est e Ovest nello stesso tempo. Questi termini si sono cristallizzati non dal punto di vista di un ipotetico e malinconico uomo in generale, ma dal punto di vista delle classi colte europee che attraverso la loro egemonia mondiale li hanno fatti accettare ovunque.” Dice l’artista. Ecco che quindi Rebecca Agnes sovverte e destabilizza i punti di vista da cui l’osservatore può partire per riconsiderare la geografia del pianeta. Nell’opera “Cicatrici”, il globo terrestre è tagliato e ricucito in senso verticale, un punto di vista inusuale per le mappe politiche. “Sulla mappa sono riportati i nomi ufficiali degli stati riconosciuti e di fatto del mondo. I nomi sono scritti nella lingua ufficiale dello stato - a volte in più lingue qualora ci sia più̀ di una lingua ufficiale, seguito dalla traduzione in inglese. A seguire è riportato in rosso il motto ufficiale dello stato, nei casi in cui gli stati ne abbiano uno. Il titolo Cicatrici si riferisce ai confini fra gli stati del mondo.” Spiega ancora la Agnes. E’ importante notare come una geografia così intesa, sembri lacerare il pianeta, e questi strappi solo la mano di una sorta di Deus Ex Machina che interviene dall’alto riesce a ricucire

Nell’opera “Conflitti”, Il ricamo riproduce una mappa del mondo centrata dal polo nord, ancora una volta una prospettiva destabilizzante agli occhi di un europeo poiché l’Europa non è il punto di vista privilegiato. “Nella mappa sono riportati i nomi degli stati del mondo (i confini politici sono assenti). Piccoli missili ricamati stanno ad indicare i luoghi dove conflitti sono in atto. Accanto ai missili sono riportati i nomi dei rispettivi conflitti e la loro data di inizio. Asterischi di diversi colori sono le unità numeriche che segnalano il numero di attentati avvenuti nei rispettivi stati nel periodo che va dal primo gennaio 2016 alla fine di luglio 2016.” Nell’opera “Tutti i libri che non conosco”, l’artista approccia la geopolitica da un registro culturale diverso e cioè la letteratura. Su una mappa del mondo sono ricamati, in corrispondenza dei rispettivi paesi, i nomi di autori e autrici che hanno scritto romanzi di finzione letti dall’artista. L’interesse però si concentra su quelle parti del mondo drammaticamente vuote, che rivelano l’ignoranza della Agnes rispetto alla rispettiva produzione letteraria. Ancora una volta ne emerge la consapevolezza di quanto il punto di vista eurocentrico e occidentale-centrico sia ancora purtroppo dominante anche nella propria personale visione. Nei 19 piccoli ricami di “Forme che scompaiono dalle mappe”, l’attenzione è focalizzata su quei luoghi insulari del pianeta che per la loro esiguità territoriale, rischiano di scomparire dalle mappe globali. Come nel lavoro precedente, anche qui è l’assenza, o il rischio dell’assenza, ad essere protagonista ed ecco che l’amorevole attenzione di Rebecca Agnes illumina stati microscopici e talvolta sconosciuti, sicché attraverso la sua opera, per la prima volta forse, Nauru, Sau Tomé e Principe e molti altri, grazie all’arte calcano la ribalta del nostro tempo.

L’atto del ricamare si conferma per Rebecca Agnes il media privilegiato, un gesto poetico e politico; una femminilità, la sua, non scevra dall’azione, sia fisica, che mentale e spirituale.

Opening Giovedì 30 novembre, dalle 18 alle 20,30