dal 01/11/2017 al 18/02/2018

infomartedì – giovedì 10.00 – 17.00 venerdi- sabato – domenica 10.00 – 19.00 8 e 26 dicembre 10.00 – 19.00 La biglietteria chiude 15 minuti prima della chiusura del Museo Intero € 8,50 Ridotto € 6,50 gratuito minori di 11 anni

Gilberto Zorio

a cura di Marcella Beccaria

Per la prima volta in un museo pubblico a Torino, il Castello di Rivoli dedica una grande mostra retrospettiva a Gilberto Zorio (Andorno Micca, 1944), tra i pionieri della storia dell’arte contemporanea e tra i protagonisti dell’Arte Povera. Curato da Marcella Beccaria e sviluppato in dialogo con l’artista, il progetto espositivo include nuove installazioni e opere storiche.

Il progetto espositivo raccoglie in un innovativo percorso organico alcuni tra i più importanti lavori realizzati da Zorio dai suoi esordi, tra cui installazioni storiche gelosamente custodite dall’artista nella propria collezione privata. Queste rare opere saranno presentate al pubblico con lavori provenienti da selezionate collezioni e opere dell’artista presenti nella collezione del museo. Saranno inoltre esposte per la prima volta nuove installazioni appositamente ideate e create da Zorio per gli spazi del terzo piano del Castello. Le diverse condizioni di luce e buio predisposte dall’artista duplicheranno idealmente la mostra in due inediti scenari percettivi.

Le opere di Gilberto Zorio sono campi inesauribili di energia fisica e mentale. Dal 1966 ha indirizzato la propria ricerca in direzione di una processualità che rende continuamente mutevole ciascuna opera: in tal senso ha rinnovato il linguaggio della scultura, liberandola dalla fissità e dalla pesantezza a cui è tradizionalmente associata. Attivando reazioni chimiche o fisiche, l’artista immette i propri lavori all’interno di un ciclo vitale di fronte al quale egli per primo si pone come spettatore. Il tempo è spesso un’importante componente, in quanto solo il naturale trascorrere delle ore e dei giorni rende pienamente tangibile il dispiegarsi delle trasformazioni a cui le opere sono soggette. Afferma Marcella Beccaria: “In linea con la processualità che connota il metodo di Gilberto Zorio in base al quale più opere sono realizzate contemporaneamente e opere già realizzate possono essere riformulate, la mostra offre l’esperienza di un tempo sincronico nel quale passato e presente convivono, e di uno spazio mutevole, nel quale la sapienza alchemica dell’artista regala visioni inaspettate e coinvolgenti”.

La poetica dell’Arte Povera emerge alla metà degli anni Sessanta come radicale e rivoluzionario uso di materiali non tradizionali per creare installazioni in cui l’energia vitale fluisce e provoca situazioni di esperienze autentiche e intense negli spettatori. Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli, dichiara “La mostra dedicata a Gilberto Zorio continua la lunga e particolare attenzione del Castello di Rivoli nei confronti dell’Arte Povera e della sua importanza nella costruzione dell’identità del museo. Gilberto Zorio è stato uno degli artisti che, dalla mostra inaugurale Ouverture nel 1984, per primi hanno dato nuova vita alle sale del Castello, contribuendo a renderlo un museo unico al mondo”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo scientifico con nuovi testi del curatore, del direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, di João Fernandes, di Tommaso Trini e da una ricca antologia di saggi critici, oltre alla più ampia selezione di scritti dell’artista mai pubblicata. Il volume includerà un nuovo progetto di disegni dell’artista e, ispirandosi alla sua pratica, ripercorrerà come in un viaggio la storia del suo percorso creativo e intellettuale, scrivendo per la prima volta attraverso parole e immagini il racconto che lega le opere ai luoghi che le hanno ospitate e che ne hanno favorito la creazione. Il catalogo sarà pubblicato in una edizione bilingue (italiano - inglese) dal Castello di Rivoli con Skira Editore, Milano.

--------

2 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

Cécile B. Evans

Amos’ World: Episode One – illy Present Future Prize 2016 Exhibition

Cécile B. Evans, vincitrice del Premio illy Present Future 2016 con l’opera What the Heart Wants (Ciò che vuole il cuore), 2016, presenta una nuova versione dell’opera Amos’ World: Episode One (Il mondo di Amos: Episodio Uno), 2017 nella sala progetto della Manica Lunga.

A partire dalla relazione tra essere umano e nuove tecnologie, l’artista si sofferma sul valore delle emozioni nella società contemporanea indagando le nuove forme della soggettività umana. Amos’ World è una video installazione, concepita come uno show televisivo in tre episodi.

Il primo episodio introduce Amos, un architetto che è una via di mezzo tra Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e l’archetipo del “patetico uomo bianco” secondo l’artista. Amos è costretto a confrontarsi con gli inquilini del complesso abitativo da lui progettato, che non si comportano secondo le sue aspettative. Cominciano a incrinarsi le relazioni creando una situazione che mina la sua visione della struttura abitativa nella sua dimensione comunitaria e individuale.

L’artista belga e americana, residente tra Londra e Berlino, ha già all’attivo numerose mostre tra le quali nel 2016 la personale alla Tate Liverpool e la partecipazione alla 9° Biennale di Berlino.

Il lavoro di Cécile B. Evans è stato scelto dalla giuria tecnica del premio riunitasi nell’ambito di Artissima 2016 e composta da Carolyn Christov-Bakargiev (direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli e GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Bart van der Heide (Curatore Capo, Stedelijk Museum, Amsterdam), Verena Hein (Curatrice, Museum Villa Stuck, Munich) e Nicoletta Fiorucci (collezionista e Presidente Fiorucci Art Trust), con la seguente motivazione: “Il lavoro di Cécile B. Evans offre una visione e una forma del futuro dove l’interfaccia tra la dimensione digitale e quella corporea è strutturata in modo da esplorare il suo impatto sullo sviluppo della soggettività umana”.

Dal 2012 il Premio illy Present Future offre al vincitore l’eccezionale opportunità di esporre al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, oltre a sostenerne la ricerca. Il premio rappresenta la volontà dell’azienda di supportare la comunità artistica e i giovani talenti nel loro percorso di crescita. Grazie alla visione contemporanea di illycaffè e all’attiva collaborazione con il Castello di Rivoli, il Premio illy Present Future offre un contributo importante all’affermazione degli artisti emergenti e conferma il ruolo innovatore di Artissima. I vincitori delle precedenti edizioni che hanno esposto al Castello di Rivoli sono stati: Vanessa Safavi, Santo Tolone e Naufus Ramírez-Figueroa (2012), Caroline Achaintre e Fatma Bucak (2013), Rachel Rose (2014) e Alina Chaiderov (2015).

--------

2 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

Anna Boghiguian

Questa mostra è la prima grande retrospettiva dedicata ad Anna Boghiguian, artista egiziana e canadese nata a Il Cairo nel 1946 da una famiglia di origine armena. La mostra raccoglie per la prima volta in un unico percorso uno straordinario numero di taccuini, disegni, pitture, fotografie, sculture e scenografiche installazioni ambientali. Le opere grafiche di Boghiguian sono antiestetiche e dionisiache in quanto privilegiano una immediata ed emotiva comunicazione visiva e verbale rispetto a una esecuzione accademica, legata ad un concetto di bello classico ed apollineo.

L’intera opera di Boghiguian è riconducibile all’immagine e al concetto di libro e numerosissimi sono i libri d’artista da lei realizzati dall’inizio della sua attività negli anni ottanta del secolo scorso fino a oggi. Mentre i primi, come ZYX-XYZ, 1981-86, sono rilegati, nei successivi le pagine hanno cominciato ad aprirsi verso l’esterno come leporelli, per trasformarsi poi in serie di disegni le cui sequenze ricordano i fotogrammi di un film. Dal 2011 in occasione della Biennale a Sharjah e da dOCUMENTA(13) a Kassel nel 2012, i taccuini sono diventati parte di installazioni comprendenti strutture architettoniche e ambientazioni percorribili, quasi si trattasse di giganteschi libri “pop-up”, in cui lo spazio viene sperimentato come un continuo ambito di piegamento e dispiegamento. Le grandi installazioni Sinfonia incompiuta, 2011- 2012, e I mercanti di sale, 2015, presenti in mostra, possono essere interpretate in questa forma di libri espansi, spazi di resistenza intellettuale che hanno il potere di coinvolgere gli spettatori in un’esperienza diretta e corporea, profondamente diversa da quella mediata e remota che connota la nostra era digitale. Fare esperienza di una delle opere di Boghiguian significa sfogliare e leggere pagine nelle quali da lettori diventiamo anche personaggi, entrando in un universo piegato su se stesso illuminato da sconvolgenti barlumi di conoscenza.

Figlia di un orologiaio armeno, Boghiguian studia economia e politica all’American University del Cairo negli anni sessanta e si trasferisce a Montreal in Canada nei primi anni settanta, dove studia arte e musica, maturando, attraverso una vita di viaggi e spostamenti, l’urgenza di un cosmopolitismo culturale assai prima dell’avvento della globalizzazione.

Empatica osservatrice della condizione umana, nelle sue opere Boghiguian offre una interpretazione unica della vita contemporanea, tra passato e presente, poesia e politica, sguardo felice e osservazione critica del mondo. Le sue opere combinano una umanità dispersa, sofferente e nomade, vittima della Storia e dei suoi conflitti.

Pur mantenendo lo studio e la casa a Il Cairo, Boghiguian vive e lavora tra Europa, Asia, Africa e le Americhe. Vincitrice del Leone d’Oro per il miglior padiglione (Armenia) alla 56° Biennale di Venezia nel 2015, ha partecipato a numerose esposizioni internazionali tra cui la mostra itinerante “Contemporary Arab Representations” del 2003 e la n° e 14° Biennale di Istanbul nel 2009 e nel 2015.

La mostra è a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio.

La mostra è realizzata in collaborazione con Sharjah Art Foundation di Sharjah (UAE), dove verrà presentata dal 16 marzo al 16 giugno 2018.

Immagine: Gilberto Zorio, Odio, 1971. (Foto: Paolo Mussat Sartor)

Ufficio Stampa Castello di Rivoli

Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209

Brunella Manzardo | b.manzardo@castellodirivoli.org | tel. 011.9565211

Inaugurazione 1 novembre 2017, ore 19.00