dal 18/06/2017 al 30/08/2017

infogratuito, su appuntamento

riss(e)

gratuito, su appuntamento

Fabio Sandri

Pseudoscanner

Per l’occasione verranno presentati il numero 7 della fanzine di riss(e), con progetto grafico di Domenico Antonio Mancini, e il primo appuntamento del progetto Biss(e), a cura di Ermanno Cristini, Silvia Hell, Debora Hirsch: New York, 6 luglio, solo-show Jiri Kovanda.

“Con una specie di scanner manuale, una lama di luce che fuoriesce da una scatola di cartone lunga più di un metro, passo sopra alla carta fotografica che ricopre il disegno disteso a terra sotto ai miei piedi. Una serie di disegni di figure di dimensioni quasi reali, disegni-negativo fatti col gesso bianco, figure che quasi scompaiono nella luce, matrici di cui non posso prevedere lo sviluppo. Nascono delle immagini che sono quasi dei frottage, ribadiscono la concretezza del disegno e del gesto fotografico. Dentro l’addensamento e la rarefazione della materia-luce-tempo, si scava la figura. Questo rilevare al buio, concreto e intuitivo, crea una profondità e uno spazio d’azione altro, tra cancellazione e ritrovamento”. (Fabio Sandri)

Libro di disegni, gesso da lavagna bianco su tavole nere, cm 185 x 127 ognuno

Pseudoscanner, tubo al neon, cartone, nastro adesivo, cm 127 x 15 x 10

Rilievi, impronte fotografiche, cm 190x127 ognuno

Fabio Sandri

Vive a Valdagno dove è nato nel 1964.Dalla fine degli anni ottanta Fabio Sandri ha identificato nei materiali della fotografia gli strumenti più adatti alla sua ricerca. Tutto il suo percorso costituisce un’esplorazione della dimensione fisica e spaziale della fotografia , sia come processo che come immagine. Ha esposto in mostre personali in Italia, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, la Galleria Neon a Bologna, la Galleria Artericambi a Verona, Fotografia Europea a Reggio Emilia; e in rassegne internazionali, presso la Galerja Scuc (Lubiana, SLO), Kettle’s Yard (Cambridge, UK); Kurpfalzischmuseum (Heildelberg, D), Museo d’ Arte Moderna e Contemporanea di S.Marino (RSM); Extracity Kunsthalle di Anversa (BE).

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Anonima Kunsthalle

fino al 27.08.17 su appuntamento

Show memorysize of

artisti: Fabrizio Bellomo, Marco Fontichiari, Silvia Hell

curatore Gabriele Tosi

Anonima Kunsthalle presenta la collettiva “Show memorysize of”. In mostra opere di Fabrizio Bellomo, Marco Fontichiari e Silvia Hell.

Anonima Kunsthalle prosegue con questo progetto la propria programmazione annuale, volta ad indagare il ruolo dei dati e dei loro processi di formalizzazione nel contesto della cultura estetica occidentale.

In particolare, “Show memorysize of” introduce nel discorso il concetto di linguaggio nudo. Nelle opere in mostra ad essere spogliati sono i codici, le istruzioni delle immagini, i meccanismi di funzionamento del visivo. Ogni mezzo espressivo, dal disegno al video e fino alla scultura, sembra tendere qui all’architettura, al suo scheletro.

Le opere sono così accomunate dall’idea di rivelare una porzione di quell’invisibile che abbiamo continuamente di fronte ai nostri occhi. Per farlo gli autori compiono esercizi amanuensi di traduzione e trasposizione.

Tali pratiche confermano, anche nel contesto della cultura digitale, l’interesse degli artisti verso la presenza di una verità che, ancora una volta, non abita il reale ma le sue infinite versioni.

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Yellow

www.yellowspace.jimdo.com

fino al 15.08.17 su appuntamento al 3474283218

NON È FORSE PERCHÉ COLTIVIAMO LE NEBBIE?

mostra personale di Lorenzo Di Lucido

a cura di Claudia Contu

"Lorenzo Di Lucido è anche lui pittore e, come Frenhofer, è ossessionato dal medium pittorico. Ogni tentativo, ogni approccio ad una nuova tela, sono un'esposizione totale ed un potenziale fallimento: si può vincere o perdere, ma bisogna rischiare per trovare l'assoluto. Nell'ultima serie di lavori monocromi, Di Lucido si lascia andare con un'esuberanza da “imbrattatele”; l'istinto a cui rimanda il nomignolo di Poussin che non vuole essere controllato, proprio per trovare nell'errore e nella casualità la criticità del mezzo pittorico. Dipingere diventa confrontarsi con l'opposizione che, a prima vista, la pittura sembra opporre al suo autore. Solo un giusto compromesso tra ossessione e ragione sembra essere il mezzo per tenerle testa. Di Lucido cancella l'immagine, che già nelle opere degli anni passati erano eteree e fantasmiche, per sperimentare e lasciarsi andare ai suoi dubbi. Dando fuoco all'immagine può concedersi di tentare di ricostruirla dalla bruciatura, seguendo il “metodo” di Georges Didi–Hubermann. Walter Benjamin ha detto che è nella combustione dell'opera che la forma raggiunge il suo massimo grado di luminosità. Tramite la luce che ne deriva si può vedere in pieno giorno quella forma, aprire gli occhi verso quell'assoluto, quel concetto irraggiungibile, la forma, l'opera e il suo medium si risolvono".

(Estratto dal testo critico di Claudia Contu)

Immagine: Pseudoscanner

Opening domenica 18 Giugno 2017 ore 18 via San Pedrino 4, Varese