dal 01/06/2017 al 01/10/2017

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orari: 10-20 lunedì chiuso Intero 5 euro, Ridotto: 3 euro (dai 18 ai 25 anni), Gratuito under 18, Gratuito prima domenica del mese

Amore e rivoluzione

Coppie dell'avanguardia russa / Personale di Jakub Julian Ziolkowski

Nell'anno del centenario della rivoluzione di ottobre, il MAN è lieto di annunciare l'apertura della mostra "Amore e rivoluzione. Coppie dell'avanguardia russa", in programma dal 1 giugno al 1 ottobre 2017.

Nata dalla collaborazione con la Galleria Statale Tretjakov di Mosca e con il Museo Statale Schusev di Architettura, in partership con Bank Austria Kunstforum, Vienna, la mostra, a cura di Heike Eipeldauer e Lorenzo Giusti, adotta un punto di vista innovativo - le coppie di artisti - per rileggere le vicende dell'avanguardia visiva russa attraverso il contributo di sei autori della prima generazione, uniti nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi, così come nella vita comune: Natalya Goncharova (1881-1962) e Mikhail Larionov (1881-1964), Varvara Stepanova (1894-1958) e Alexander Rodchenko (1891-1956), Lyubov Popova (1889-1924) e Alexander Vesnin (1883-1959).

Destinata ad attrarre un pubblico variegato, non soltanto di amanti della storia dell'arte, ma anche di appassionati di storia del Novecento, di comunicazione, design e fotografia, la mostra intende raccontare lo stretto legame tra arte e vita che le diverse coppie si trovarono a sperimentare, in una fase di intensa collaborazione e di grande impegno, sia artistico, sia politico. Attraverso un nucleo di oltre cento opere, tra dipinti, sculture, disegni, collage, fotografie, manifesti pubblicitari e di propaganda politica, saranno indagati i metodi di lavoro, le tecniche, i linguaggi, soffermandosi sui punti di contatto, ma anche sulle specificità e dunque sui diversi profili degli autori considerati.

Accomunati dall'ambizione di connettere tutti i generi della creatività artistica con l'azione estetica, l'elaborazione teorica e la prospettiva politica, gli artisti dell'avanguardia contribuirono ad alimentare l'aspirazione al cambiamento e a costruire le basi di una nuova idea di società.

Contraddistinti da una grande produttività, i movimenti nati sotto la spinta della rivoluzione bolscevica del 1917 portarono alla ribalta non soltanto un numero senza precedenti di donne artiste, attive alla stregua degli uomini, ma anche una serie inusuale di coppie all'interno della quale le tre coinvolte in questo progetto possono essere considerate le più importanti e rappresentative. Lavorando fianco a fianco, condividendo spazi, idee, programmi, le coppie dell'avanguardia russa giunsero a fondere indissolubilmente la sfera privata con quella pubblica, promuovendo e testimoniando quella visione utopica, quella possibilità di una creazione collettiva alternativa al mito dell'arte come sfera del genio solitario, di cui la rivoluzione si era fatta promotrice insieme al grande ideale della parità di genere.

Quali aspetti artistici e quali ideali sociali risultano predominanti nel percorso di queste coppie? Funzionò effettivamente, questa collaborazione, come strumento di emancipazione oppure le convenzioni di genere continuarono a condizionare la produzione artistica e la sua ricezione da parte del pubblico? Con queste domande alla base, la mostra al MAN intende tracciare una genealogia dell'avanguardia russa: dagli esordi prerivoluzionari intorno al 1907, influenzati dalle sperimentazioni dell'arte moderna occidentale, fino allo sviluppo dei più noti movimenti artistici degli anni Dieci e Venti, capitali nello sviluppo dei linguaggi dell'avanguardia internazionale, a partire dal cubo-futurismo di Liubov Popova e Varvara Stepanova, passando per il raggismo di Natalia Goncharova e Mikhail Larionov, che, come Popova , partecipò anche al suprematismo di Malevich, fino alla sperimentazione di nuovi criteri di funzionalizzazione dell'arte nell'ambito del costruttivismo, frequentato da Stepanova, Vesnin, Popova e soprattutto Rodchenko, di cui, insieme a un numero significativo di pitture, collage e manifesti, sarà presentato un nucleo di oltre 20 fotografie che, nel loro insieme, costituiscono di fatto una mostra nella mostra.

Completerà la mostra un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale con testi di Lorenzo Giusti, Heike Eipeldauer, Florian Steininger, Verena Krieger, Aleksandr Lavrent'ev.

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Jakub Julian Ziolkowski

Nasellini

Dal prossimo 1 giugno, fino al 1 ottobre 2017, la project room del Museo MAN ospiterà la mostra Nasellini, prima personale in un museo italiano dell’artista polacco Jakub Julian Ziolkowski, a cura di Lorenzo Giusti, con la collaborazione di Rowena Chiu.

Ziolkowski è conosciuto principalmente per i suoi dipinti surreali, popolati da creature fantastiche e spesso inquietanti. Un “organicismo pittorico” nutrito di riferimenti eterogenei, in cui le tradizioni occidentali e orientali si mescolano, dialogando con la storia delle avanguardie artistiche. Le iconografie che ne derivano raccontano stati della mente, mondi caotici in cui realtà e immaginazione si confondono l’una con l’altra, proiettando lo spettatore in un universo di sogni, ricordi, desideri. Apparentemente dominate dal caos, le opere di Ziolkowski contengono in realtà un ordine interno, regolato da flussi narrativi intrecciati.

La mostra al MAN, terza di un programma annuale che vede il museo impegnato in un’indagine diffusa sulla possibile attualità del mezzo pittorico, ruota attorno a una particolare tipologia di pasta, i “Nasellini”, un formato inesistente, derivato dalla forma della cavità nasale, che evoca la leggenda dei tortellini, nati, stando a quanto si narra, osservando la forma dell’ombelico.

Attraverso dipinti, sculture e una serie di brevi video realizzati durante un periodo di residenza in Sardegna, l’artista metterà in scena una surreale campagna pubblicitaria per la promozione dei “Nasellini”, esplorando il confine tra reale e irreale e sconsacrando, attraverso l’ironia, l’espediente ludico e il sarcasmo, l’immaginario collettivo legato alla pasta, uno dei principali elementi identitari dell’Italia. Le opere troveranno alloggio in un ambiente modificato per l’occasione, quasi un’installazione site specific, evocante le atmosfere di una tradizionale trattoria, con pareti colorate e quadri e poster appesi in maniera disordinata.

I video, tutti girati tra Nuoro e le coste della Sardegna con attori non professionisti, sono stati realizzati grazie al contributo speciale della Fondazione Sardegna Film Commission.

Jakub Julian Ziolkowski (Zamosc, Polonia, 1980), vive e lavora a Cracovia, città in cui ha studiato nella prestigiosa “Accademia di Belle Arti Jan Matejko”. Tra le mostre più recenti: tbc, Zamosc Gallery, Zamosc, 2017; Glimpses, Fundacja Galerii Foksal, Varsavia, 2017; Neues Museum, Das Leben Selbst, Norimberga, 2017; Sick Of Love, Café Nhà Sàn, Hanoi, Vietnam, 2016; Jakub Julian Ziolkowski. Imagorea’, Warsaw Academy of Fine Arts, Varsavia, 2014; Raw Thoughts, Hauser & Wirth Zurich, Zurigo, 2013; Jakub Julian Ziolkowski. Skin and Bread, Foksal Gallery Foundation, Varsavia, 2012; Jakub Julian Ziolkowski: In Utero, Parasol Unit, Londra, 2011; Jakub Julian Ziolkowski. Timothy Galoty & The Dead Brains, Hauser & Wirth New York, New York, 2010. Tra le numerose partecipazioni a mostre collettive: An Uncanny Likeness, Simon Lee, New York, 2017, Animality, Marian Goodman Gallery, Londra, 2016,State of Life’, National Art Museum of China, Beijing, China, 2015, Il Palazzo Enciclopedic’, 55 Biennale di Venezia, Venezia, 2013, Painting Between the Lines, CCA Wattis Institute, San Francisco, 2011, The Generational: Younger Than Jesus, The New Museum of Contemporary Art, New York, 2009.

Immagine 1: Rodchenko Alexander, Lilya Brik in Golden Dress, 1924, Stampa del 1980 su gelatina d’argento da negativo dell’autore, Collezione privata, ©A.Rodtchenko e V.Stepanova Archiv

Immagine 2: Popova Ljubov, Painterly Architectonics, 1918, olio su tela, Courtesy e foto © The State Tretyakov Gallery

Ufficio Stampa

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo, tel. 049663499 referente Simone Raddi, gestione2@studioesseci.net

Inaugurazione: Giovedì 1 giugno ore 19