dal 04/05/2017 al 08/10/2017

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Orari di apertura Giovedì – domenica, 10-22 APERTURA STRAORDINARIA lunedì 8 - mercoledì 10 maggio, dalle 11.00 alle 20.00 Ingresso Libero

Pirelli HangarBicocca presenta dal 5 maggio all'8 ottobre 2017 la mostra personale di Rosa Barba “From Source to Poem to Rhythm to Reader”, a cura di Roberta Tenconi, un progetto espositivo che raccoglie quattordici opere realizzate dal 2009 a oggi, tra film in 35 e 16mm, sculture cinetiche e interventi site specific.

La mostra “From Source to Poem to Rhythm to Reader” di Rosa Barba, allestita nello spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca, crea un serrato dialogo tra il display delle opere e l’anima industriale della struttura espositiva che le ospita. I cinque film presentati sono ancora inediti in Italia, tra cui The Empirical Effect (2009) – un'indagine sul paesaggio del Vesuvio come campo di forze naturali, mentali e culturali – e i due ultimi lavori dell’artista: Enigmatic Whisper (2017), film girato all'interno dello studio dell'artista Alexander Calder, e From Source to Poem (2016), allegoria del tempo e della storia, realizzato nel centro di conservazione audio-video della Library of Congress a Culpeper, Virginia, il più grande archivio multimediale al mondo.

Rosa Barba (Agrigento 1972, vive e lavora a Berlino), vincitrice di numerosi premi e presente in mostre e rassegne internazionali, ha fatto del film il suo mezzo espressivo privilegiato. Da anni Barba porta avanti un lavoro di ricerca e sperimentazione che attraversa il linguaggio cinematografico e scultoreo, riflettendo sulle qualità poetiche del paesaggio naturale e umano, sui luoghi come archivio della memoria e scardinando il concetto di tempo lineare. Immagini dall’esito potente, ritratti di architetture obsolete e paesaggi naturali, riprese di deserti remoti ricorrono costantemente nel suo lavoro, uniti a frammenti di testi e a scenari in cui passato e presente si intrecciano.

Attraverso i miei film intendo esprimere l’idea che il tempo sia fatto di storie di individui e di piccole comunità, e che sia un fenomeno flessibile e malleabile. Nei miei film ci sono diverse linee temporali che corrono parallele. Utilizzo un punto di vista da osservatore esterno, senza pregiudizi. Ritengo che la realtà sia un’invenzione, generata dall’interpretazione individuale di eventi reali. I miei film giocano con l’idea che ogni scena possa avvenire nel futuro così come nel passato, in un tentativo di manifestarsi come una soluzione utopica.

(Rosa Barba in conversazione con Mirjam Varadinis e Solveig Øvstebø, in “Time as Perspective”, Hatje Cantz, Ostfildern 2013).

La mostra

Il film 35mm From Source to Poem (2016), coproduzione tra Pirelli HangarBicocca e CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux (Francia), con la partecipazione di Tabakalera, Donostia (Spagna), è girato a Culpeper in Virginia, all'interno del Packard Campus del National Audio-Visual Conservation Center, parte della Library of Congress: una collezione su quasi 150 chilometri di scaffali di oltre quattro milioni di titoli tra immagini in movimento (film, video, episodi televisivi) e registrazioni sonore (inclusa musica, discorsi e programmi radiofonici), che spazia da formati obsoleti fino ai più moderni file digitali. Seguito di una precedente trilogia intitolata The Hidden Conference (2010-15) – progetto in cui la macchina da presa esplora i depositi museali della Neue Nationalgalerie di Berlino, dei Musei Capitolini di Roma e infine della Tate Modern di Londra – il nuovo film accosta voci che parlano linguaggi diversi, testi e parole scritte, unendo immagini realizzate all’interno del Packard Campus a riprese nel deserto, luogo considerato dall’artista una distesa di memoria, un vero e proprio archivio.

Oltre al deserto, Rosa Barba racconta spesso paesaggi abbandonati dall’uomo, trasformati in relitti di un'epoca passata, luoghi che acquistano un significato misterioso nel tempo corrente. Il film Subconscious Society, a Feature (2014), per esempio, narra la fine dell’era della Rivoluzione Industriale, mostrando edifici e oggetti spogli di un’età che ormai risulta incomprensibile.

Eventi e storie individuali sono spesso il punto di partenza per narrazioni, al limite tra documentario sperimentale e racconti di fantascienza, in cui risulta difficile distinguere memoria e finzione. In The Empirical Effect (2009) i protagonisti sono i residenti della cosiddetta zona rossa del Vesuvio, testimoni sopravvissuti all’ultima eruzione del vulcano nel 1944. Confondendo i piani di una narrazione realistica, il film, omaggio alla natura empirica del vulcano, mette in scena l’esercitazione di un’evacuazione, che non ha mai avuto luogo.

Nella pratica di Rosa Barba l’incontro con le persone legate a un determinato territorio si affianca a un lungo e minuzioso processo di ricerca e studio. Per la realizzazione di Enigmatic Whisper (2017) la sua cinepresa ha avuto accesso allo studio dello scultore americano Alexander Calder (1898 – 1976), a Roxbury, in Connecticut, rimasto immutato dalla sua morte nel 1976. Nel film Barba restituisce il ritratto di una delle sue sculture, che nel corso di molti anni fece da testimone del processo creativo e dell’universo giocoso di uno dei grandi protagonisti della storia dell'arte del Novecento.

Rosa Barba utilizza il mezzo cinematografico in modo libero, assecondando ogni declinazione possibile delle sue qualità materiali, scultoree e narrative. Spesso proiettori 16mm o bobine di pellicola diventano elementi compositivi di sculture cinetiche che proiettano sequenze di luce colorata, rendendo protagonista l’idea di movimento e ritmo.

In The Long Poem Manipulates Spatial Organizations (2014), per esempio, il proiettore viene inclinato di 45 gradi, creando un'immagine distorta entro la quale sono state ritagliate direttamente lettere che si dispiegano sullo schermo come note su uno spartito.

Mentre in Hear, There, Where the Echoes Are (2016), fasci di luce e colori investono l’ambiente e i visitatori nello spazio attraverso un’installazione cinetica luminosa e sonora, composta da cinque proiettori, sincronizzati secondo il ritmo di una partitura suonata alla batteria, mostrando la dimensione più performativa del lavoro di Rosa Barba

In occasione della mostra “From Source to Poem to Rhythm to Reader”, nell’estate 2017 sarà pubblicato il catalogo From Source to Poem, che raccoglie una ricca documentazione fotografica e testi, con contributi di Rosa Barba, Manuel Borja-Villel, Giuliana Bruno, Joan Jonas, Élisabeth Lebovici e Roberta Tenconi. La pubblicazione bilingue italiano e inglese è edita da Hatje Canz e Pirelli HangarBicocca.

L’artista

Rosa Barba è nata ad Agrigento nel 1972. Ha studiato all'Academy of Media Arts di Colonia e alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam; attualmente vive e lavora a Berlino. Numerose istituzioni le hanno dedicato mostre personali, tra cui: Secession, Vienna; Malmö Konsthall, Malmö (2017); NBK, Berlino; CACP musée d’art contemporain de Bordeaux; Schirn Kunsthalle, Francoforte (2016); MIT List Visual Arts Center, Boston; EMPAC, Rensselaer Polytechnic Institute, Troy, US (2015); Bergen Kunsthall, Bergen (2013); Kunsthaus Zürich, Zurigo; Jeu de Paume, Parigi (2012); MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto (2011); Tate Modern, Londra; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (2010).

Rosa Barba ha partecipato a diverse rassegne internazionali, tra cui tre edizioni della Biennale di Venezia (2015, 2009, 2007), la Biennale di San Paolo (2016), la Biennale di Sydney e di Berlino (2014) e la Biennale di Liverpool (2010). Nell'autunno 2016 il MoMA PS1 di New York le ha dedicato una serata speciale di proiezioni e performance.

I suoi film, installazioni e sculture hanno vinto numerosi premi, molti dei quali presso diversi festival cinematografici come il Curtas Vila do Conde International Film Festival, Ann Arbor Film Festival (2016) e CPH:DOX Copenhagen (2015), al PIAC Prix International d'Art Contemporain della Fondation Prince Pierre de Monaco (2015), al Nam June Paik Award (2010).

Oltre alla personale in Pirelli HangarBicocca, a maggio 2017 è prevista l'inaugurazione di un progetto speciale per il Palacio de Cristal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

Il Programma Espositivo di Pirelli HangarBicocca

“From Source to Poem to Rhythm to Reader” fa parte del programma di mostre concepito dal Direttore Artistico Vicente Todolí per Pirelli HangarBicocca. La mostra di Rosa Barba viene presentata nello spazio dello Shed dove la programmazione proseguirà con la mostra collettiva “Take Me (I’m Yours)” (novembre 2017 – gennaio 2018). Nello spazio delle Navate è presentata contemporaneamente la mostra “CROSSOVERS/S” di Miroslaw Balka (marzo – luglio 2017), mentre le mostre future includono Lucio Fontana (settembre 2017 – febbraio 2018) e Matt Mullican (aprile – luglio 2018).

Pirelli HangarBicocca

Pirelli HangarBicocca è un’istituzione no profit dedicata alla promozione e alla produzione dell’arte contemporanea che riflette la cultura d’impresa di Pirelli e il suo impegno per la ricerca, l’innovazione e la diffusione dei linguaggi contemporaneai. Con una ricca e intensa programmazione, Pirelli HangarBicocca presenta mostre personali dei più importanti artisti internazionali che si distinguono per il loro carattere di ricerca e sperimentazione, oltre che un calendario di eventi culturali e approfondimenti, offrendo al pubblico l’accesso gratuito allo spazio.

Catalogo Hatje Cantz (Estate 2017)

Ufficio stampa

Angiola Maria Gili T +39-02644231229 / angiola.gili@hangarbicocca.org

Alessandro Cane T +39-02644231232 / alessandro.cane@hangarbicocca.org

Preview stampa 4 maggio 2017, ore 10-12

Opening 4 maggio 2017, ore 19

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2017-05-10
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la guida dello stregatto

"Concepita come una coreografia che abbraccia l'ambiente, la mostra si sviluppa secondo tempi, ritmi e intervalli diversi." Così si legge nella comunicazione ufficiale, dove si parla di sculture cinetiche, film mai visti in Italia e installazioni site specific. Ma una spiegazione molto efficace me l'ha data una delle ragazze che si occupano della mediazione con gli spettatori quando le ho chiesto cos'erano alcuni plexiglass illuminati; lei mi ha fatto notare che erano associati al suono di tamburi che non avevo notato e che insieme volevano creare un'altra dimensione per la luce. "Insomma - diceva - tutta l'opera dell'artista mira a dare corpo alle varie componenti del linguaggio cinematografico"...

Per una volta (e finalmente), da quando frequento le mostre allestite all'Hangar, non mi è sembrato di entrare nel castello delle streghe. Epperò i suoni e gli spazi sono saturi di parole e di ansia, di macchine pesanti e di ombre su proiezioni praticamente ubique. Manca un gatto sospeso a mezz'aria