dal 10/03/2016 al 12/04/2016

infomartedì e giovedì dalle 16 alle 19 e su appuntamento

WAM è un programma espositivo di Farmacia Wurmkos a cura di Pasquale Campanella e Simona Bordone. WAM chiama gli artisti con cui nel corso degli anni Wurmkos ha intrecciato relazioni e propone di ricostruire incontri tra le persone, i loro lavori e lo spazio, offrendo così agli artisti – con e senza disagio psichico – che frequentano il laboratorio all'interno dello spazio espositivo stimoli e occasioni di confronto.

Ivo Bonacorsi torna dopo più di dieci anni a esporre e lo fa accogliendo, con generosità, l’invito di Farmacia Wurmkos. Il testo che accompagna la mostra 100fioririvisitato – qui sotto uno stralcio – spiega perché ha accettato di tornare a misurarsi come artista. Bonacorsi scrive, cura mostre, insegna a Parigi, dove attualmente vive, e non ha mai smesso di essere un artista visivo. Aveva solo scelto di non mostrare più il suo lavoro.

Alla Farmacia Wurmkos sarà in mostra la ricerca che da oltre vent’anni conduce sul tema dei fiori: sono quelli della storia dell’arte moderna e contemporanea, dei riti sociali e politici, della produzione industriale dei fiori recisi. Fotografie, rielaborazioni concettuali della rappresentazione dei riti che implicano i fiori, fiori veri sono gli elementi che articolano un discorso complesso intorno a un delicato momento della riproduzione delle piante.

A volte forzato, abusato, stravolto, altre simbolicamente gentile, allegro e colorato, altre ancora usato come medicina, questo è il destino dei fiori. E Bonacorsi li racconta tutti.

“Non cercate qui alcun lavoro nuovo, pensate piuttosto che sia solamente un omaggio floreale al mio ritorno. Pittura, propaganda, politica o sentimento. Il solito formato nella sua asciutta certezza di quelli che sono stati i miei rari interventi, quelli del passato e con i quali cercavo di rivisitare il nostro futuro.

Le suggestioni che qui raccolgo nascono da una scelta collettiva che segue l’invito di un gruppo di persone che stimo e amo e di cui condivido filosofia e pratiche di lavoro. Loro sono davvero cresciuti in questi anni e da diversi punti di vista. Li ho visti avanzare sul terreno dell’arte e su quello del sociale.

Entrambi i territori erano diventati ai miei occhi impraticabili. Ecco perché la scelta del Parnaso proletario in cui mi sono volontariamente isolato. Ora il programma della Farmacia Wurmkos ha un senso vero e mi propongo di riflettere assieme a loro sulle mie scelte. Da qui l’idea di aprire per un po’ di tempo una sezione omeopatica in questo luogo. È un modo

per continuare a chiedere una diversa attenzione al modo in cui pensiamo l’arte. A modo loro lo fanno tutti gli artisti, mi direte voi. Io, però non sono più artista, non sono più niente. Ho avuto il terrore di trasformarmi in un prodotto da ricorrenza e propongo ora attraverso le tracce del mio passaggio di pensare che una cura esista. Ho ripreso il tema del fiore, che ha attraversato i miei trascorsi con Wurmkos, visto che è da una mostra del 1993 alla galleria bordone che nascono e un intervento al Paolo Pini che sono qui documentati attraverso vari ephemera e materiali. Come uno zingaro, nomade per eccellenza, inseguo questa instabilità del fiore rituale.”

Ivo Bonacorsi (Vergato, 1960) si laurea nel 1987 al D.A.M.S di Bologna. A Bologna espone giovanissimo alla Galleria Neon e partecipa alla GAM al primo ciclo di eventi della Settimana della Performance. Fino al 1987 espone in gallerie private, Chisel Genova, e importanti fiere d’arte contemporanea (Basilea, Ginevra). Dal 1987 concentra la sua attività su spazi non-profit e mostre pop-up. Espone al Care/of di Milano e alla Triennale di Milano. Dal 1993 al 2000 è rappresentato dalla galleria bordone di Milano. Tra i suoi ultimi progetti pubblici Schermi, barricate ed altre immagini a cura di Roberto Pinto e il progetto per Isola Art Center A tainted event, con Steve Piccolo e Mirella Miramuci. Collabora come critico e giornalista con Il Manifesto, Alias, Radio Popolare, Flash Art. Nel 1997 si trasferisce a Parigi dove è tra i fondatori della rivista d’arte Arearevue)s(. Sospende ogni attività espositiva con la performance Announced Retirement (2005), un vero incontro di box dedicato ad Arthur Cravan. Trasformatosi in artista da calendario e chef di culto, vive attualmente tra Parigi e Oslo dove si occupa di ristorazione clandestina, progetti ecologici e consulenze artistiche. Ha scritto libri di cucina, insegnato alla Southern Methodist University e all’Ecole Parsons in Paris. Insegna Studio Concepts nel dipartimento di Fine Arts del Paris College of Art (PCA) ed è blogger e collaboratore del sito di Domus.


Inaugurazione 10 marzo 2016 ore 18,30